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Poste: aumenti insensati per un servizio ancora inefficiente e lacunoso. Necessario rivedere il piano di gestione della corrispondenza per una migliore distribuzione nelle zone penalizzate.

In questi giorni abbiamo appreso degli aumenti dei prodotti postali che scatteranno a partire dal 3 luglio: solo per citare alcune cifre, la posta ordinaria fino a 20 grammi passa da 0,95 centesimi a 1,10 euro, la raccomandata fino a 20 grammi da 5 euro a 5,40 euro e l’assicurata di valore fino a 50,00 euro, sempre fino a 20 grammi, da 5,80 euro a 6,20 euro.

Si tratta di rincari a dir poco eccessivi e che non esitiamo a definire insensati, soprattutto perché a maggiori prezzi non corrispondono certo migliori servizi, anzi. Le nostre sedi territoriali ricevono di frequente segnalazioni di disservizi e inefficienze: mancati recapiti, ritardi e disagi sono all’ordine del giorno.

La maggiorazione dei prezzi dei prodotti postali potrebbe essere in qualche modo comprensibile – anche se non certo in questa misura! – se gli aumenti fossero destinati a realizzare interventi concreti e rapidi per l’efficientamento del servizio. A quanto ci risulta, tuttavia, non è così e non riusciamo pertanto a comprendere per quale motivo i cittadini debbano farsi carico di tali costi.

Ferma restando la nostra assoluta contrarietà ad una scelta che ci appare del tutto ingiustificata e considerando che ormai non c’è modo di evitare gli aumenti, chiediamo che almeno Poste Italiane modifichi e migliori il piano di gestione della corrispondenza per garantire una maggiore frequenza della distribuzione nei centri urbani ancora penalizzati.

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